La holding Delfin, appartenente alla famiglia Del Vecchio, ha recentemente rafforzato la sua posizione nel capitale del Monte dei Paschi di Siena (MPS), raggiungendo una quota pari al 9,78%. Questa mossa strategica la colloca come il principale azionista privato dell’istituto senese, subito dopo il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), che detiene l’11,7%. La notizia, ufficializzata dagli aggiornamenti Consob, segna un cambiamento significativo negli equilibri azionari della banca. “delfin-banca-mps”.
Un aumento di partecipazione ben pianificato
Prima di questa operazione, Delfin possedeva il 3,5% di MPS, una quota acquistata lo scorso 13 novembre nell’ambito della vendita di un 15% della banca da parte del Tesoro. Quella vendita, considerata un’iniziativa di sistema, coinvolse anche altri investitori di rilievo come Francesco Gaetano Caltagirone (3,5%), Banco BPM (5%) e Anima Holding (4%). L’operazione, realizzata a dicembre, ha visto Delfin acquisire ulteriori azioni del Monte attraverso strumenti derivati, in particolare contratti di “share forward” e “collar share forward”, come indicato dalle comunicazioni Consob.
I dettagli dell’operazione
L’acquisto di dicembre rappresenta un passo strategico per Delfin. La holding lussemburghese, guidata da Francesco Milleri, ha incrementato la sua partecipazione con il supporto di banche francesi, tra cui BPCE e la sua divisione di investment banking Natixis. BPCE detiene attualmente una quota aggregata pari al 6,4% in strumenti finanziari di MPS, costruita attraverso titoli, posizioni lunghe con regolamento in contanti e diritti di voto associati ad azioni.
Secondo alcune ricostruzioni, la Holding avrebbe acquistato la propria quota per poi coprirsi dal rischio di oscillazioni di prezzo tramite derivati sottoscritti con BPCE, che a sua volta avrebbe acquisito una partecipazione indiretta nell’istituto senese. Queste manovre sottolineano l’approccio sofisticato e mirato di Delfin, che aveva già utilizzato simili strumenti per consolidare la sua presenza in altre realtà finanziarie, come Mediobanca.
Un nuovo equilibrio azionario in MPS
Con l’ingresso di Delfin al 9,78%, il panorama societario di MPS appare profondamente ridefinito. Il MEF resta il primo azionista con l’11,7%, mentre il blocco dei privati, composto da Delfin e Caltagirone, detiene complessivamente il 15% del capitale. Questo consolidamento rende la banca più vicina a una futura privatizzazione stabile, obiettivo perseguito dal governo per superare il periodo di nazionalizzazione.
Altri attori rilevanti nell’azionariato di MPS includono Banco BPM (5%), Francesco Gaetano Caltagirone (5,026%) e Anima Holding (4%). Questo assetto mette in evidenza un nucleo forte di investitori italiani che potrebbe contribuire a creare un terzo polo bancario nazionale, complementare ai due colossi Intesa Sanpaolo e UniCredit.
La visione strategica dietro l’operazione
L’aumento di partecipazione da parte di Delfin si inserisce in una visione più ampia del governo italiano. L’obiettivo è quello di consolidare un gruppo di azionisti solidi e vicini all’esecutivo, che possano supportare la banca senese in un percorso di rilancio e crescita sostenibile. Nel medio termine, l’intento è trasformare MPS in un pilastro del credito nel Centro e Sud Italia, capace di aggregare altre realtà bancarie di medie dimensioni.
Delfin, già azionista di peso in Generali (con una quota del 9,93%) e Mediobanca (19,81%), sta consolidando il proprio ruolo nel sistema bancario e finanziario italiano, dimostrando una chiara volontà di rafforzare la sua influenza strategica.
Il rafforzamento dell’azionariato ha portato a significative modifiche anche nella governance di MPS. Il 27 dicembre scorso, il Consiglio di Amministrazione dell’istituto è stato rinnovato con l’ingresso di cinque nuovi membri. Tra questi, Alessandro Caltagirone ed Elena De Simone, in rappresentanza di Caltagirone, Marcella Panucci e Francesca Renzulli per Anima Holding e Barbara Tadolini per Delfin.
La riconferma di Luigi Lovaglio come amministratore delegato e di Nicola Maione come presidente sancisce la continuità nella gestione dell’istituto, mentre i nuovi ingressi testimoniano il crescente peso degli investitori privati nel processo decisionale. Nel frattempo, Francesco Gaetano Caltagirone ha ulteriormente incrementato la propria partecipazione, superando il 5% e avvicinandosi al 10%, consolidando la sua posizione tra i principali azionisti privati della banca.
Gli ultimi due anni sono stati fondamentali per MPS, con risultati che segnalano un progressivo ritorno alla normalità. La banca, reduce da un periodo di forte instabilità, ha intrapreso un percorso di rilancio che potrebbe culminare con il pagamento di dividendi per un totale di 1,3 MLD di euro, segnando una svolta significativa nel suo bilancio. Questo rappresenta un importante segnale di fiducia verso il mercato e gli investitori.
L’ascesa di Delfin al 9,78% del capitale di MPS non è solo un’operazione finanziaria, ma anche un passo strategico che ridisegna gli equilibri del sistema bancario italiano. Grazie a questa manovra, la famiglia Del Vecchio rafforza ulteriormente il proprio ruolo di protagonista nell’economia nazionale, affermandosi come uno degli attori chiave per il futuro di MPS e, più in generale, del settore bancario.
Il rafforzamento del blocco degli azionisti privati, unito a un rinnovato assetto di governance, segna una nuova fase per la banca senese, che si prepara a giocare un ruolo di primo piano nel panorama del credito italiano. La sfida, ora, sarà trasformare questa nuova configurazione in una base solida per una crescita sostenibile e competitiva nel lungo periodo.
