La ministra del Turismo, Daniela Santanché, è stata rinviata a giudizio dal Gup di Milano con l’accusa di falso in bilancio per la gestione dei conti di Visibilia Editore. Nonostante le pressioni dell’opposizione, Giorgia Meloni ha deciso per il momento di confermare la fiducia nella ministra, escludendo qualsiasi richiesta di dimissioni. Una decisione che accentua lo scontro politico tra maggioranza e opposizione, in un clima sempre più acceso. visibilia-santanchè-processo.
Meloni difende Santanché: “Spazio alla giustizia”
Il governo ha scelto di mantenere una linea garantista, ritenendo che le accuse alla ministra del Turismo non interferiscano con il suo ruolo politico. “La questione riguarda temi tecnici e controversi, già affrontati dal tribunale in passato con esiti differenti”, fanno sapere fonti vicine alla premier. Secondo la presidente del Consiglio, le aule di tribunale sono il luogo più adatto per risolvere simili dispute.
Il rinvio a giudizio è legato alla decisione di non svalutare integralmente una voce di bilancio relativa all’avviamento di Visibilia Editore per gli anni 2016-2020. Tuttavia, lo stesso tribunale di Milano aveva precedentemente respinto la richiesta di aprire una procedura fallimentare per la società, confermando l’ambiguità delle valutazioni tecniche sui bilanci.
Schlein: “Meloni usa due pesi e due misure”
Le opposizioni, però, non arretrano. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, attacca duramente la premier: “Daniela Santanché è stata rinviata a giudizio. Giorgia Meloni non può più far finta di niente. Quando era all’opposizione chiedeva dimissioni per molto meno, ora si dimostra incoerente. La presidente del Consiglio non può usare due pesi e due misure, soprattutto verso i suoi amici”.
Schlein ha inoltre annunciato che il PD continuerà a spingere per un passo indietro della ministra: “È una questione di rispetto, onore e decoro delle istituzioni di governo”.
Conte: “Dimissioni immediate, non ci fermeremo”
Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha espresso la sua indignazione. “Presenteremo una nuova mozione per le dimissioni di Santanché. Non è accettabile che un ministro resti al suo posto di fronte a fatti così gravi”, ha dichiarato davanti ai cronisti a Montecitorio.
Conte ha anche ricordato che “già in passato c’erano evidenze su presunte irregolarità, come quelle relative alla truffa Covid. Ora si aggiungono ulteriori fatti. La magistratura farà il suo corso, ma la politica deve dimostrare rispetto verso le istituzioni”.
Centrodestra compatto: “Stima e fiducia inalterate”
A difendere Santanché è il centrodestra, che fa quadrato attorno alla ministra. Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia, ha parlato di un’opposizione “forcaiola”, sottolineando che “le accuse contro la ministra non intaccano in alcun modo la sua attività politica e istituzionale. La stima e la fiducia nei suoi confronti restano inalterate”.
Un caso che spacca il dibattito politico
Il rinvio a giudizio di Santanché rappresenta un nuovo banco di prova per il governo Meloni, che si trova a fronteggiare critiche sempre più aspre. La scelta di non chiedere le dimissioni della ministra riflette la volontà della premier di non cedere alle pressioni delle opposizioni, ribadendo il primato della giustizia rispetto alla politica.
Tuttavia, il caso alimenta un dibattito acceso sulla coerenza della linea governativa. Da una parte, il centrodestra difende la ministra puntando sulla natura tecnica delle accuse; dall’altra, le opposizioni denunciano una gestione delle istituzioni subordinata agli interessi di partito. Resta da vedere se questa vicenda influirà sul consenso verso l’esecutivo, già sotto la lente per le prime prove politiche dell’anno.
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