Banca Progetto è al centro di uno dei casi finanziari e giudiziari più gravi degli ultimi anni. Sotto accusa per presunti rapporti con la ‘ndrangheta e per gravi carenze nei controlli antiriciclaggio, l’istituto è finito in amministrazione straordinaria su richiesta della Banca d’Italia. Un colpo durissimo, che ha spinto il fondo americano Centerbridge Partners a fare causa a Oaktree Capital Management, accusandolo di aver nascosto i problemi interni alla banca al momento della firma dell’accordo di cessione.
Il tutto avviene in un contesto già difficile per l’economia italiana. L’inflazione e la perdita di potere d’acquisto spingono gli italiani a ridurre i consumi, soprattutto alimentari. Il rischio? Una pericolosa spirale tra sfiducia finanziaria e disagio sociale.
L’acquisto mai completato: Centerbridge accusa Oaktree
Il fondo Centerbridge aveva firmato a settembre 2024 un’intesa per acquisire Banca Progetto da Oaktree, fondo americano noto in Italia anche per essere il proprietario dell’Inter. A distanza di pochi mesi, però, l’accordo è saltato.
Secondo quanto riportato da Bloomberg e da Il Sole 24 Ore Radiocor, Red UK Holdco, società affiliata a Centerbridge, ha depositato un’azione legale a Londra per chiedere l’annullamento immediato dell’accordo. Il motivo? Violazione delle condizioni contrattuali: la banca non avrebbe risolto le carenze nei controlli antiriciclaggio già note prima della firma.
A rafforzare la tesi del fondo, è intervenuta la cronaca giudiziaria italiana. A ottobre 2024, appena un mese dopo la firma, il Tribunale di Milano ha disposto l’amministrazione giudiziaria di Banca Progetto. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), l’istituto avrebbe concesso finanziamenti garantiti dallo Stato a società riconducibili alla criminalità organizzata, in particolare alla ‘ndrangheta.
Dalla giustizia alla vigilanza: la mossa di Bankitalia
Dopo l’ordinanza del Tribunale, la Banca d’Italia ha aperto un’indagine ispettiva, che ha portato a risultati sconvolgenti: 110 milioni di euro di perdite non contabilizzate, un Npl ratio del 17% (ossia crediti deteriorati) e un Total Capital Ratio al 9,3%, sotto la soglia di sicurezza minima del 10,1%. Il 21 marzo 2025, Via Nazionale ha quindi deciso per la procedura di amministrazione straordinaria, sciogliendo il consiglio di amministrazione e nominando nuovi commissari. banca-progetto-centerbridge-oaktree.
Responsabilità manageriali: sotto accusa l’ex AD Paolo Fiorentino
Nel mirino c’è l’ex amministratore delegato Paolo Fiorentino. Secondo la relazione della Banca d’Italia, il suo operato avrebbe favorito un modello di crescita non prudente, minimizzando il deterioramento della qualità del credito grazie alle garanzie pubbliche. In pratica, si sarebbe sottovalutato il rischio pur di crescere in fretta. Banca Progetto era passata, in dieci anni, da 50 milioni a 7,6 miliardi di euro di prestiti. Una crescita apparentemente solida, che però nascondeva falle strutturali nei controlli, nella governance e nella qualità dell’attivo.
I riflessi sull’economia reale: consumi in calo e inflazione che morde
La crisi di Banca Progetto si inserisce in un momento molto delicato per i consumatori italiani. I dati dell’Istat di febbraio 2025 parlano chiaro: le vendite al dettaglio sono in calo dell’1,5% in valore e del 2,5% in volume, il peggior risultato degli ultimi dieci mesi. Le vendite di beni alimentari calano dello 0,4% in valore ma crollano del 2,9% in volume. Questo significa una cosa sola: gli italiani comprano meno cibo, e non solo per scelta.
Calo del potere d’acquisto: le famiglie tagliano su tutto
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, la famiglia media italiana spende 634 euro in meno all’anno:
- 183 euro in meno per alimentari
- 451 euro in meno per beni non alimentari
Per le coppie con due figli, il calo è ancora più drastico: 910 euro in meno l’anno (di cui 265 solo per il cibo). Le coppie con un figlio arrivano a 823 euro in meno. Anche il commercio elettronico, che sembrava immune, registra un calo del -1,9% annuo.
Un sistema sotto pressione
La combinazione di crisi bancarie, inflazione e calo dei consumi delinea uno scenario fragile. Le famiglie si sentono meno sicure, e la fiducia nel sistema finanziario vacilla. L’atteso taglio dei tassi BCE il 17 aprile potrebbe alleggerire i costi per mutui e prestiti, ma non basta a compensare la sfiducia crescente.
Conclusioni: la lezione di Banca Progetto
Il caso Banca Progetto sembrerebbe emblematico: un mix di gestione discutibile, controlli inadeguati e crescita sregolata. Una banca che doveva essere un modello si è trasformata in un caso di studio. Nel frattempo, le famiglie italiane affrontano sfide concrete: inflazione, redditi stagnanti, tagli obbligati. La fiducia si ricostruisce con regole chiare, vigilanza efficace e trasparenza. Il sistema bancario, se vuole riconquistare il rispetto dei cittadini, deve tornare a essere motore di sviluppo, non fonte di instabilità. banca-progetto-centerbridge-oaktree.
