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Chiara Ferragni ha scelto di riprendersi tutto. Il nome, il brand, la responsabilità. Dopo mesi di crisi, scandali e calo reputazionale, l’imprenditrice digitale più famosa d’Italia ha acquistato il 99% delle quote della sua azienda, Fenice Srl, tornando così a essere la padrona quasi assoluta del suo marchio.
Ha investito circa 6,4 milioni di euro per rilevare le partecipazioni di Paolo Barletta e Pasquale Morgese, ex soci della società. Con questa operazione, Chiara Ferragni diventa anche simbolicamente la figura chiave del rilancio del suo stesso impero. Nessun intermediario. Nessun filtro. Solo lei, al centro di tutto.
Il messaggio, diffuso attraverso Instagram, è diretto e senza ambiguità: “Ho scelto di rimettere le mani sulla mia storia. Non delego più. Non fingo che tutto vada bene”. È un cambio netto di passo. Non solo amministrativo, ma anche comunicativo. Ferragni vuole ripartire. E lo vuole fare con la piena consapevolezza delle difficoltà che la attendono.
Una crisi profonda, numeri impietosi
Il 2024 è stato un anno da dimenticare. Lo scandalo del “Pandoro-gate” ha travolto la sua immagine e quella del marchio. La gestione poco trasparente di un’iniziativa benefica ha scatenato critiche, ironie e perdita di credibilità. I follower si sono spaccati. I partner commerciali si sono raffreddati. Alcuni contratti sono stati congelati o rescissi. chiara-ferragni-compra-99%.
I numeri ufficiali lo confermano. Fenice Srl ha chiuso l’anno con ricavi inferiori ai 2 milioni di euro. Le perdite, invece, hanno superato i 10 milioni. Il crollo economico è stato repentino. Quello reputazionale, più lento ma profondo. Il danno di immagine ha inciso su ogni livello del business. E Ferragni lo sa.
Nonostante tutto, ha deciso di restare. Non ha scelto il silenzio né la fuga. Ha osservato. Ha incassato. E ora rilancia. Da imprenditrice vera. Con coraggio, ma anche con un certo realismo. “Essere leader vuol dire scegliere. Anche quando è difficile”, scrive ancora nel suo post. Ed è proprio quello che ha fatto.
Il rilancio passa da autenticità e fiducia
Questa non è solo una manovra finanziaria ma una dichiarazione d’intenti. Ferragni vuole rifondare il brand. Ridargli un’identità forte più sincera, meno patinata. Ha capito che non basta più il racconto perfetto. Il pubblico cerca coerenza, chiede responsabilità e pretende trasparenza.
Per questo, Chiara sceglie di prendersi tutto il carico. Vuole essere l’unica a decidere, ma anche l’unica a rispondere. Il cambio di stile si nota sia nei toni che nei contenuti. Persino nelle immagini, ci sono meno filtri e più sostanza. Il brand “Chiara Ferragni” dovrà tornare a parlare con le persone e non solo vendere.
E la sfida non sarà facile. I riflettori restano accesi. Il 23 settembre 2025 è fissata la prima udienza del processo legato al caso pandoro. Un momento che potrebbe segnare un altro spartiacque, ma lei non aspetta. Agisce ora perché sa che il tempo della fiducia non si compra. Si ricostruisce, pezzo dopo pezzo.
Un nuovo inizio, più consapevole
Il gesto di acquistare la quasi totalità delle quote è forte ma anche rischioso. Racconta di una donna che, al di là del personaggio pubblico, vuole riprendersi la sua storia. Con errori, cadute e rivincite. Non è più solo influencer, fashion icon o volto dei social. È una manager, una founder. Una donna che ha scelto di non essere più spettatrice delle sue crisi.
Molti l’hanno data per finita. Troppo legata al mondo dell’apparenza. Troppo distante dal “fare impresa” reale. Eppure, in questo momento delicato, Chiara Ferragni ha scelto di sporcarsi le mani. Di guidare. Di cambiare. Ora il brand porta il suo nome, certo. Ma soprattutto, racconta il suo presente. Quello di una donna che vuole tornare a ispirare. E, soprattutto, convincere. chiara-ferragni-compra-99%.
