12 Marzo 2026
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Oggi, 10 marzo 2025, potrebbe essere una giornata cruciale per il futuro di Fenice S.r.l., la società che gestisce il brand di Chiara Ferragni. Due assemblee straordinarie sono in programma per decidere le sorti dell’azienda. Al centro delle discussioni: l’approvazione del bilancio 2023, già in fortissimo ritardo, e un’urgente ricapitalizzazione per coprire le perdite accumulate negli ultimi anni. ferragni-crollo-ricavi.

Fenice in difficoltà: bilanci in rosso e ricavi in calo

Fenice, da sempre punto di riferimento per la gestione dell’immagine e delle collaborazioni di Chiara Ferragni, sta attraversando un momento critico. Secondo fonti finanziarie, la società ha registrato perdite complessive per circa 10 milioni di euro. Un dato preoccupante che ha praticamente azzerato il patrimonio societario. Nel 2022, l’azienda aveva riportato ricavi superiori ai 14 milioni di euro, ma nel 2024 il fatturato è crollato sotto i 2 milioni. Un segnale allarmante che mette in dubbio la continuità aziendale.

L’effetto del “Pandoro-gate” sul marchio Ferragni

La crisi di Fenice non è solo finanziaria, ma anche d’immagine. Il cosiddetto “Pandoro-gate”, legato alla contestata collaborazione con Balocco, ha avuto un impatto significativo sulla reputazione dell’imprenditrice digitale. Lo scandalo ha generato una crisi di fiducia nei confronti del brand, con effetti negativi sulle vendite e sulle partnership commerciali. Questa tempesta mediatica ha reso più difficile per Fenice attrarre nuovi investitori e stringere accordi vantaggiosi, aggravando ulteriormente la situazione economica.

Le assemblee: tensioni tra i soci e futuro incerto

Le riunioni di oggi saranno decisive per determinare la strada che Fenice dovrà intraprendere. Il primo punto all’ordine del giorno sarà l’approvazione del bilancio 2023, un passaggio fondamentale per poter procedere con eventuali strategie di salvataggio.

Ma la discussione più delicata riguarda la ricapitalizzazione dell’azienda. L’amministratore unico Claudio Calabi, subentrato dopo le dimissioni di Chiara Ferragni e del socio di maggioranza Paolo Barletta (40% delle quote), presenterà una nuova situazione patrimoniale aggiornata al 30 novembre 2024. Questo passaggio è cruciale per poter procedere con un aumento di capitale necessario per coprire le perdite e rilanciare la società.

Tuttavia, non tutti i soci sono d’accordo con la gestione attuale. Pasquale Morgese, detentore del 27,5% delle quote, potrebbe opporsi all’approvazione del bilancio e, in caso di esito negativo, impugnare la decisione in tribunale. Le sue perplessità riguardano la sostenibilità del progetto Fenice e la reale possibilità di rilanciare il brand.

Le possibili soluzioni: rilancio o vendita?

Se il bilancio verrà approvato e la ricapitalizzazione andrà in porto, Fenice potrà tentare un rilancio, magari diversificando le attività o puntando su nuove collaborazioni strategiche. In caso contrario, lo scenario più plausibile potrebbe essere la vendita dell’azienda o la ricerca di nuovi soci pronti a investire per salvarla.

In ogni caso, il futuro di Fenice appare incerto. Chiara Ferragni, che negli anni ha costruito un impero nel mondo della moda e del digitale, si trova di fronte a una delle sfide più difficili della sua carriera imprenditoriale.

Le assemblee di oggi potrebbero rappresentare un punto di svolta per Fenice e per l’intero brand Ferragni. L’approvazione del bilancio e la ricapitalizzazione sono passi necessari per evitare la chiusura dell’azienda. Tuttavia, le tensioni tra i soci e la sfiducia degli investitori potrebbero rendere il percorso più difficile del previsto.

Resta da vedere se Chiara Ferragni e il suo team riusciranno a trovare la giusta strategia per superare questa crisi e rilanciare il marchio che l’ha resa un’icona dell’imprenditoria digitale.