12 Marzo 2026
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Un colpo di scena editoriale, ignorato dai media mainstream: la famiglia Elkann sarebbe pronta a uscire definitivamente dal mondo dell’informazione. In questo articolo andremo a vedere a chi potrebbero andare Repubblica e La Stampa.

Mentre le prime pagine dei giornali si riempiono di retorica e propaganda, dietro le quinte dell’informazione italiana si consuma un passaggio epocale che – guarda caso – nessuno racconta. Secondo fonti accreditate ma al momento non confermate ufficialmente, gli Elkann avrebbero già trovato acquirenti per le testate storiche Repubblica e La Stampa, segnando così il passo finale del loro disimpegno dal mondo editoriale.

Un’uscita silenziosa ma strategica, nel pieno stile della casata torinese, che da tempo sembra puntare altrove con i propri interessi industriali e finanziari.

Vendita in due parti: chi compra cosa

Secondo quanto risulta a fonti riservate, La Repubblica sarebbe in procinto di passare nelle mani del gruppo greco Antenna Group, di proprietà della famiglia Kiriakou, attiva in Europa nei media e nella pubblicità. La testata torinese La Stampa, invece, sarebbe destinata al gruppo NEM di Enrico Marchi, figura ben nota nel mondo della finanza e della logistica italiana.

Non si tratterebbe di un’acquisizione unificata, ma di una cessione in due tempi e a due soggetti diversi. Anche la concessionaria pubblicitaria Manzoni e le radio del gruppo Gedi rientrerebbero nell’operazione, che – sempre secondo queste indiscrezioni – sarebbe ormai “una questione di giorni o al massimo settimane”.

Fuori dai giochi? O solo un’altra mossa di potere?

Il grande interrogativo resta: perché Elkann esce dall’editoria? Dopo anni di gestione del gruppo Gedi – tra polemiche, tagli e accentramento delle linee editoriali – il rampollo della dinastia Agnelli potrebbe davvero aver deciso di mollare il settore, forse perché ormai superato nella sua funzione di potere, o forse semplicemente perché non più abbastanza redditizio.

Ma resta il sospetto: si tratta davvero di un passo indietro, o di un passo laterale verso forme di controllo più discrete? Un fatto è certo: non troverete questa notizia sui giornali italiani, almeno per ora. E questo, in sé, dice già molto.