12 Marzo 2026
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Il 2025 entra ufficialmente negli archivi come l’esercizio più brillante di sempre per Moncler. Il gruppo guidato da Remo Ruffini ha chiuso l’anno con ricavi consolidati pari a 3,13 miliardi di euro, segnando una crescita del 3% a cambi costanti rispetto al 2024. Un traguardo simbolico e sostanziale: per la prima volta il gruppo supera la soglia dei 3 miliardi, confermandosi tra le realtà più solide del lusso europeo in una fase globale tutt’altro che semplice.

La reazione dei mercati è stata immediata. Dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre, il titolo ha registrato un balzo in doppia cifra a Piazza Affari, con un incremento superiore all’11% in una sola seduta. Un segnale chiaro: gli investitori hanno premiato la resilienza del modello industriale e la capacità del management di mantenere crescita e marginalità in uno scenario volatile.

I numeri del 2025: solidità e disciplina finanziaria

Entrando nel dettaglio, il brand Moncler ha generato 2,72 miliardi di euro di ricavi (+3%), mentre Stone Island ha raggiunto 411 milioni di euro (+4%), confermando il percorso di rafforzamento del marchio acquisito nel 2020. L’utile netto si è attestato a 626,7 milioni di euro, in lieve flessione rispetto ai 639,6 milioni del 2024. Una contrazione contenuta, dovuta principalmente all’aumento degli oneri finanziari netti, saliti a 26,2 milioni contro i 6,5 milioni dell’anno precedente. Nonostante questo, il risultato ha superato le attese del mercato, dimostrando una tenuta operativa significativa.

L’EBIT si è mantenuto su livelli molto elevati, pari a 913 milioni di euro, con un margine operativo del 29,2%. Una marginalità che, pur leggermente inferiore al 2024, resta tra le più alte del settore luxury. Ancora più significativa la posizione finanziaria: al 31 dicembre 2025 il gruppo presentava una cassa netta di 1,46 miliardi di euro (escludendo l’impatto IFRS 16), in miglioramento rispetto all’anno precedente. Il flusso di cassa netto è stato positivo per 149 milioni, nonostante la distribuzione di oltre 353 milioni di dividendi. Numeri che certificano un equilibrio patrimoniale raro nel comparto moda. Il Consiglio di Amministrazione proporrà un dividendo di 1,40 euro per azione, pari a una distribuzione complessiva di circa 380 milioni di euro, con un payout ratio del 61%.

Il quarto trimestre accende la Borsa

Se il 2025 è stato solido, è stato soprattutto il quarto trimestre a sorprendere positivamente il mercato. Negli ultimi tre mesi dell’anno il gruppo ha realizzato ricavi per 1,29 miliardi di euro, in crescita del 7% a cambi costanti. Moncler ha registrato 1,17 miliardi nel trimestre (+6%), mentre Stone Island ha messo a segno una crescita ancora più brillante, +16%, raggiungendo 123 milioni di euro. Per entrambi i marchi si tratta di performance record nel periodo. È questo slancio finale ad aver convinto gli analisti che la fase di rallentamento del lusso globale non stia impattando in modo strutturale sul gruppo. Anzi, il management ha sottolineato come il trend positivo sia proseguito anche nelle prime settimane del 2026.

La nuova fase: Ruffini resta, ma arriva Rongone

Il 2026 segna anche un passaggio organizzativo rilevante. Dal primo aprile la carica di CEO passerà a Bartolomeo Rongone, manager con un profilo internazionale e un’esperienza maturata in brand di alta gamma. Remo Ruffini ha chiarito che non si tratta di un passo indietro. Continuerà a essere presidente esecutivo e resterà pienamente coinvolto nella direzione strategica e creativa del gruppo. Il messaggio è chiaro: governance rafforzata, ma continuità nella visione. La scelta riflette una logica di consolidamento manageriale in una fase in cui il gruppo punta a crescere ulteriormente e ad affrontare una nuova sfida strategica.

La vera sfida: crescere oltre l’inverno

Storicamente Moncler è sinonimo di piumini e outerwear invernale. Il prossimo step è rafforzare il business nella stagione primavera-estate, ampliando la rilevanza del brand durante tutto l’arco dell’anno. Il management ha indicato chiaramente questa direzione: investimenti sul design, sullo sviluppo prodotto e sull’estensione delle categorie merceologiche. L’obiettivo è ridurre la stagionalità del business e aumentare il peso delle collezioni leggere, senza snaturare l’identità premium del marchio. Parallelamente, il gruppo continuerà a investire sull’organizzazione, sulla distribuzione diretta e sulla valorizzazione dell’esperienza retail, mantenendo un controllo rigoroso della rete.

Un’eccezione nel lusso globale

In un contesto in cui diversi gruppi della moda stanno registrando rallentamenti o contrazioni, Moncler si conferma un caso di studio. Crescita moderata ma costante. Marginalità elevata. Generazione di cassa robusta. Posizione finanziaria netta ampiamente positiva. Il 2025 non è stato solo un anno record in termini di ricavi. È stato la dimostrazione che un marchio forte, con un’identità chiara e una governance stabile, può navigare con disciplina anche in uno scenario economico incerto. Il 2026 si apre con l’obiettivo dichiarato di consolidare questo percorso. La traiettoria è tracciata: rafforzare i brand, ampliare la presenza stagionale e creare valore sostenibile nel lungo periodo. Moncler ha superato i 3 miliardi. Ora la partita è trasformare questo traguardo in una nuova base di partenza.