A oltre cinquant’anni dal primo duplice omicidio attribuito al Mostro di Firenze, il caso continua a vivere, evolversi, insinuarsi tra cronaca, giustizia e cultura pop. Ora, a rilanciare l’attenzione mediatica e istituzionale su uno dei casi più oscuri della storia italiana, è un documento inedito: “Retau 1974”. Rivelato nel podcast “Pulp” di Fedez e Mr. Marra, il foglio elenca otto nomi, alcuni legati a doppio filo con i delitti, altri ancora oggetto di speculazioni. Il Parlamento ha chiesto di acquisire il documento. Cosa significa davvero? Può cambiare qualcosa nella ricostruzione dei fatti?.
Il caso Mostro di Firenze: una ferita aperta
Tra il 1968 e il 1985, otto duplici omicidi consumati in provincia di Firenze hanno terrorizzato l’Italia. Le vittime: giovani coppie appartate. I killer agivano con ferocia chirurgica. La stampa parlò di “Mostro di Firenze”. Negli anni ‘90 e 2000, la giustizia identificò in Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti i cosiddetti “compagni di merende”. Pacciani fu condannato in primo grado, assolto in appello, ma morì prima del nuovo processo. La verità giudiziaria rimase incerta. Nessuna condanna definitiva per mandanti. Solo sospetti, inchieste parallele, e il fascino inquietante del non detto.
Chi è Suor Elisabetta (oggi Annamaria Mazzari)?
Nel cuore di questo nuovo filone investigativo c’è una donna: Annamaria Mazzari, ex Suor Elisabetta. Fu assistente spirituale di Pietro Pacciani durante i suoi anni in carcere. A distanza di decenni, afferma di avere custodito un documento: una lista di nomi, un foglio datato “Retau 1974”. Lo ha mostrato pubblicamente per la prima volta nella puntata del 1° dicembre 2025 del podcast “Pulp”.
Pulp Podcast e il documento-bomba
Il podcast condotto da Fedez e Mr. Marra ha scelto di affrontare il caso con taglio investigativo e accesso a fonti esclusive. Nell’episodio dedicato a Suor Elisabetta, viene mostrato il foglio: carta fiscale d’epoca, battitura con macchina da scrivere Olivetti Lettera 32, segni di invecchiamento coerenti con gli anni ’70. Il documento, secondo i conduttori, non è una prova, ma un elemento che merita attenzione: tutti i nomi citati sono stati già, in forme diverse, collegati alle indagini ufficiali o parallele sul Mostro di Firenze.
Cosa c’è scritto in “Retau 1974”
Il foglio riporta otto nomi:
- Rodolfo Fiesoli
- Luigi Goffredi
- Rolf Reinecke
- “Duca” (nome barrato)
- Joe Bevilacqua
- Francesco Calamandrei
- Francesco Narducci
- Giulio Cesare Zucconi
Accanto ad alcuni nomi, compaiono sigle come L5, L6, L7: potrebbero essere cifre in lire. L’unico nome cancellato è “Duca”. Il gruppo potrebbe essere “una squadra della morte con un obiettivo unico” secondo Annamaria Pacciani potrebbe essere “Solo un incidente di percorso, non faceva parte della squadra ma ne conosceva alcuni”.
Perché la Commissione parlamentare sul Forteto ha chiesto il documento
La Commissione d’inchiesta sul caso “Il Forteto” — comunità toscana per minori, divenuta teatro di abusi e maltrattamenti sotto la guida di Rodolfo Fiesoli — ha chiesto ufficialmente l’acquisizione del documento. Il motivo? I primi due nomi della lista, Fiesoli e Goffredi, sono proprio i fondatori della comunità. Già in passato, alcuni filoni investigativi avevano sfiorato la coincidenza tra Forteto e delitti del Mostro. Ora, il documento apre la porta a un approfondimento istituzionale: la Commissione intende disporre una “perizia pro veritate” per verificare la provenienza, l’autenticità e la coerenza del contenuto con gli anni ’70.
Chi sono i nomi nella lista? Breve profilo
- Rodolfo Fiesoli: fondatore del Forteto, condannato per abusi su minori. Figura già controversa.
- Luigi Goffredi: cofondatore della comunità. Coinvolto nelle vicende giudiziarie del Forteto.
- Francesco Calamandrei: farmacista, accusato di essere mandante dei delitti, ma assolto definitivamente nel 2008.
- Francesco Narducci: medico perugino, morto nel 1985 in circostanze mai chiarite. Legato all’inchiesta bis su ambienti esoterici.
- Joe Bevilacqua: nome ricorrente nelle indagini collaterali, figura ambigua.
- Giulio Cesare Zucconi: meno noto al pubblico, ma apparso in alcune documentazioni investigative.
- Rolf Reinecke: misteriosa figura internazionale, possibile legame con ambienti militari o intelligence straniera.
La perizia tecnica: documento autentico?
Il foglio è stato sottoposto a un primo esame da parte del grafologo forense Giovanni Bottiroli del CNR. Le conclusioni:
- Carta compatibile con moduli fiscali in uso tra il 1940 e il 1972
- Scrittura eseguita con macchina da scrivere d’epoca (Olivetti Lettera 32)
- Inchiostro e supporto coerenti con gli anni ’70 – ’80
Pur non essendo una prova giudiziaria, la perizia conferma che il documento potrebbe essere autentico in termini materiali.
Pacciani e i dubbi mai dissipati
La figura di Pacciani resta centrale, ma non conclusiva. Condannato, assolto, deceduto prima del nuovo processo: la sua parabola giudiziaria ha lasciato dubbi. Alcuni investigatori, come Michele Giuttari e Giuliano Mignini, hanno ipotizzato che dietro ai “compagni di merende” ci fosse una rete più ampia. Retau 1974 potrebbe rafforzare questa tesi?
Ipotesi: una struttura organizzata
Il nome “Retau” non è spiegato, ma nel podcast si ipotizza possa indicare una sigla interna, un acronimo di una rete criminale, una setta o struttura esoterica. Il riferimento al 1974 combacia con il primo duplice omicidio riconosciuto come opera del Mostro. L’idea che dietro i delitti vi fosse una cabina di regia è suggestiva, ma mai provata.
Il rischio depistaggio
Non manca chi, anche tra esperti e giornalisti, invita alla cautela. Ogni volta che emerge un nuovo “scoop” sul Mostro, il pericolo è alimentare confusione. Già in passato si sono verificati depistaggi, falsi pentiti, documenti artefatti. La Commissione dovrà distinguere con cura tra materiale d’interesse storico e reali elementi investigativi. Il Mostro di Firenze è diventato un totem della cronaca nera italiana. È una storia che unisce orrore, riti, potere, silenzi, simboli, sesso, morte e verità negate. Ogni nuova pista accende i riflettori, alimenta ipotesi, ma lascia spesso il pubblico con più domande che risposte.
Conclusione: verità o suggestione?
Il documento “Retau 1974” è destinato a far discutere. L’acquisizione da parte della Commissione parlamentare sul Forteto ne aumenta il peso politico e mediatico. Ma serve prudenza. La giustizia si basa su prove, non su suggestioni. Tuttavia, il valore culturale e storico di un tale reperto resta innegabile. E in un caso come quello del Mostro di Firenze, dove troppe verità sono rimaste nell’ombra, ogni spunto merita approfondimento. Se quel foglio potrà aiutare a fare luce, anche solo su una parte del mistero, allora varrà la pena seguirne ogni passaggio. Con rigore. Con responsabilità. Con fame di verità.
