12 Marzo 2026
orsini-russia

Alessandro Orsini, professore di Sociologia del terrorismo, è stato tra le voci più critiche sulla guerra in Ucraina. Le sue previsioni, contestate da quasi tutti gli esperti di geopolitica, si sono rivelate esatte. Nel corso degli anni, molti sedicenti esperti e analisti di politica internazionale hanno fatto più propaganda che analisi. Oggi, la realtà dei fatti conferma molte delle posizioni del Professor Orsini. orsini-ucraina-russia.

Orsini e la guerra in Ucraina: cosa aveva previsto?

Sin dall’inizio del conflitto, Orsini ha sostenuto che l’Ucraina non avrebbe potuto vincere militarmente contro la Russia. In un intervento alla Festa del Fatto Quotidiano, ha dichiarato: “L’esercito ucraino non ha mai vinto una battaglia contro i russi. Il tempo gioca a favore di Putin.”

Questa analisi si è rivelata fondata. Dopo tre anni di guerra, le forze ucraine faticano a ottenere risultati significativi, mentre la Russia ha consolidato il controllo su ampie aree occupate.

Un’altra previsione di Orsini riguardava l’escalation militare. Secondo lui, l’invio di armi all’Ucraina avrebbe solo prolungato il conflitto, senza portare a una vera soluzione. Anche su questo punto, i fatti gli hanno dato ragione. Le armi occidentali hanno rafforzato la resistenza ucraina, ma non hanno ribaltato le sorti della guerra.

Infine, Orsini ha smontato la tesi secondo cui la Russia avrebbe intenzione di invadere altri paesi, come la Polonia. Nel 2024 ha definito questa ipotesi una sciocchezza enorme. A oggi, non esistono prove concrete che Putin voglia allargare il conflitto oltre l’Ucraina. Infatti spiega Orsini che per voler invadere l’Europa e fare la guerra alla Nato, La Russia ha bisogno che si allineano almeno tre fattori fondamentali che sono; L’alta demografia, una ricca economia e un esercito forte. Ad oggi infatti la Russia ha una popolazione in diminuzione e l’Economia non è come quella dei paesi Europei. orsini-ucraina-russia.

La censura e gli attacchi mediatici

Le posizioni di Orsini non sono mai state gradite ai media mainstream. Nel marzo 2022, la RAI ha interrotto il suo contratto con Cartabianca, programma condotto da Bianca Berlinguer. La decisione sarebbe stata influenzata secondo la conduttrice dalle pressioni politiche ricevute.

Orsini ha definito questa scelta una forma di censura. “Le mie analisi danno fastidio al governo”, ha dichiarato. Anche la LUISS, la sua università, ha preso le distanze da lui, temendo ripercussioni.

Questo atteggiamento ha sollevato un problema più ampio: la libertà di espressione. Perché un professore universitario non può esprimere opinioni controcorrente senza essere emarginato? Il caso Orsini dimostra che nel dibattito pubblico prevalgono spesso narrazioni politiche, piuttosto che l’analisi obiettiva dei fatti.

Propaganda invece di analisi

Negli ultimi tre anni, molti esperti hanno preferito fare propaganda anziché analizzare i fatti. Hanno promesso una rapida vittoria dell’Ucraina, minimizzato le difficoltà sul campo e demonizzato ogni tentativo di negoziato. Il risultato? Un conflitto che continua a devastare l’Ucraina, senza aver mai pensato ad una vera soluzione all’orizzonte.

Orsini, invece, ha sempre invitato alla prudenza. Ha sottolineato l’importanza della diplomazia e ha avvertito che la guerra avrebbe avuto costi enormi per l’Europa. Anche su questo punto, la realtà gli ha dato ragione: la crisi economica e l’instabilità energetica sono una conseguenza diretta del conflitto.

Conclusione

Alessandro Orsini è stato attaccato, censurato e ridicolizzato da sedicenti esperti propagandisti. Eppure, le sue analisi si sono dimostrate più accurate di quelle di molti analisti preferiti dal mainstream. Oggi, mentre la guerra continua con qualche prospettiva di negoziato grazie a Trump, la sua voce appare più attuale che mai. orsini-ucraina-russia.