12 Marzo 2026
Musk e Trump chiudono l’USAID: Finanziava anche le Rivolte

La decisione di chiudere l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) rappresenta una svolta epocale nella politica estera americana. L’agenzia, che per decenni ha gestito miliardi di dollari di aiuti, viene smantellata su ordine dell’ex presidente Donald Trump, con il supporto di Elon Musk. La motivazione ufficiale: USAID si sarebbe trasformata in un’organizzazione politicizzata, al servizio di interessi nascosti, spesso legati al cosiddetto “Stato profondo”. usaid-musk-trump.

Un’agenzia sotto accusa

Negli ultimi anni, USAID è stata accusata di utilizzare i fondi destinati allo sviluppo per influenzare la politica interna di altri Paesi. Il caso ucraino è forse il più eclatante. Secondo documenti e dichiarazioni pubbliche, USAID, insieme ad altre organizzazioni come il National Endowment for Democracy (NED), avrebbe finanziato dei programmi che avrebbero poi favorito le proteste di Piazza Maidan nel 2014, contribuendo al rovesciamento del governo filorusso di Viktor Yanukovych.

Tuttavia non ci sono conferme, ma a destare più di qualche sospetto sono state le dichiarazioni di Victoria Nuland, sottosegretaria di Stato per gli Affari politici, che dichiarò che gli Stati Uniti avevano investito circa 5 miliardi di dollari in Ucraina ufficialmente per “assistere il paese in alcuni obiettivi che garantiranno un’Ucraina sicura, prospera e democratica”. Questa rivelazione ha rafforzato l’idea in alcuni media che USAID fosse un veicolo per l’interferenza americana in affari esteri.

L’attacco di Musk e Trump

La chiusura dell’Agency è stata preceduta da un’intensa campagna di accuse da parte di Elon Musk. Il magnate ha pubblicato su X (ex Twitter) dichiarazioni in cui definiva USAID “un’organizzazione criminale” e ne chiedeva la chiusura immediata. Secondo Musk, l’agenzia era ormai “gestita da un gruppo di pazzi radicali”.

Trump ha confermato di essere d’accordo con il fondatore di Tesla e SpaceX. “Ho chiesto più volte se fosse sicuro, e Musk mi ha detto di sì. Quindi la chiudiamo”, ha dichiarato il presidente. La decisione è stata attuata con una rapidità sorprendente: i dipendenti di USAID hanno ricevuto un’e-mail nella quale si annunciava la chiusura immediata dell’agenzia e l’obbligo di restare a casa. Contemporaneamente, l’account ufficiale di USAID su X è stato sospeso e il sito web reso inattivo. Inoltre la scritta nella sede è stata anche già sostituita. usaid-musk-trump.

Le reazioni internazionali

La mossa ha suscitato reazioni contrastanti. Da Mosca è arrivato un plauso ufficiale. Dmitrij Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha definito la decisione “giusta”, commentando che “forse finalmente gli Stati Uniti stanno smantellando uno dei principali strumenti della loro egemonia globale”.

Dall’altra parte, organizzazioni umanitarie e diplomatici hanno espresso preoccupazione. Secondo molti esperti, USAID, al di là delle sue ombre, ha anche svolto un ruolo fondamentale nella distribuzione di aiuti umanitari in paesi devastati da conflitti e crisi economiche. La sua chiusura potrebbe compromettere numerosi programmi di assistenza internazionale.

Il ruolo di USAID nelle “rivoluzioni colorate”

L’accusa principale mossa da diversi esperti americani contro USAID è quella di essere uno strumento del soft power americano, utilizzato per destabilizzare governi non allineati agli interessi di Washington. Oltre al potenziale ma non confermato caso ucraino, negli ultimi anni l’agenzia è stata coinvolta nel finanziamento di opposizioni politiche in paesi come Venezuela, Bielorussia e Hong Kong.

Secondo Robert Kennedy Jr., intervistato da Tucker Carlson, “USAID è una facciata della CIA e ha investito miliardi di dollari per alimentare rivolte in tutto il mondo”. Le sue dichiarazioni hanno alimentato il dibattito su quale fosse il vero obiettivo dell’agenzia.

La situazione in Ucraina

La chiusura di USAID si inserisce in un momento critico per l’Ucraina. Sul fronte orientale, le forze ucraine stanno subendo gravi perdite, con la ritirata da città strategiche come Pokrovsk. Secondo Associated Press, le forze russe hanno adottato nuove tattiche di accerchiamento che stanno mettendo in difficoltà l’esercito di Kiev.

Allo stesso tempo, Trump e la sua amministrazione stanno lavorando a un piano di negoziati. Il rappresentante speciale per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha affermato che gli Stati Uniti spingono per elezioni nel Paese, potenzialmente entro la fine dell’anno, nel quadro di un cessate il fuoco con la Russia. E’ anche di ieri la notizia di un colloquio tra il Presidente Russo Putin e quello Americano Trump. Staremo a vedere.

Conclusioni

La chiusura di USAID rappresenta una cesura importante nella politica estera americana. Se da un lato la mossa è stata accolta con entusiasmo da chi vede l’agenzia come un veicolo di interferenza e destabilizzazione, dall’altro molti temono che essa possa lasciare un vuoto negli aiuti umanitari globali.

Resta da vedere quali saranno le conseguenze di questa decisione e se altri strumenti del soft power americano subiranno la stessa sorte sotto una futura amministrazione Trump. La divisione dell’impero americano al suo interno è più forte che mai.

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