La Commissione europea, guidata da Ursula Von der Leyen, ha deciso di destinare 800 miliardi di euro al riarmo dell’Europa senza passare per il Parlamento. Per farlo, ha invocato l’articolo 122 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), uno strumento emergenziale che le consente di bypassare il voto democratico. Questa scelta ha scatenato critiche, tra cui quelle del generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega e membro del gruppo Patrioti per l’Europa. vannacci-asfalta-ursula-von-der-leyen.
Vannacci sfida von der Leyen: “Perché non vieni in aula?”
Durante la sessione plenaria dell’11 Marzo 2025 del Parlamento europeo, Vannacci ha attaccato duramente la presidente della Commissione. “Signora Von der Leyen, dov’è?”, ha esordito, ironizzando sul fatto che si stesse nascondendo dietro il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Il generale ha accusato la leader europea di evitare il confronto con i rappresentanti eletti dal popolo e di usare l’articolo 122 per aggirare la democrazia.
Un’enorme spesa militare a debito
Il piano Rearm Europe prevede un aumento vertiginoso della spesa militare, che verrà finanziata con un debito di oltre 800 miliardi di euro. Von der Leyen ha deciso di escludere questa somma dai vincoli del Patto di Stabilità, ma ciò non significa che il peso finanziario non ricadrà sui cittadini. Il debito accumulato oggi sarà un problema per le future generazioni europee, chiamate a pagare il conto di una scelta imposta dall’alto.
Nessuna crisi reale, solo scelte politiche
Vannacci ha sottolineato che non esiste alcuna crisi militare imminente in Europa. “I carri armati russi non sono a Varsavia, né a Budapest, né a Praga”, ha dichiarato. L’idea di una corsa agli armamenti, dunque, sembra più un pretesto per giustificare decisioni centralizzate e autoritarie da parte della Commissione. Secondo il generale, le vere emergenze sono altre: la povertà delle famiglie europee, il caro bollette e la crisi economica causata dalle politiche energetiche fallimentari dell’UE. Vannacci inoltre ha fatto riferimento alla vicenda dell’esclusione di Georgescu dalle elezioni che aveva vinto senza alcuna reale motivazione. Questo infatti rappresenta un precedente pericoloso negli stati europei che si definiscono democratici.
Von der Leyen e la dittatura tecnocratica
Il generale non ha usato mezzi termini: “Von der Leyen vuole prendere decisioni autarchiche e dittatoriali, senza rendere conto a nessuno”. L’uso dello stato di emergenza per forzare scelte strategiche senza passare per il voto parlamentare rappresenta un pericoloso precedente per la democrazia europea. Noi condividiamo totalmente la posizione di Roberto Vannacci: non possiamo accettare che il futuro dell’Europa venga deciso da una cerchia ristretta di burocrati senza alcun controllo democratico.
Il Parlamento deve contare: no al colpo di mano della Commissione
La sfida lanciata da Vannacci non è solo una provocazione, ma un appello alla difesa della democrazia. I rappresentanti eletti devono avere voce in capitolo su decisioni di tale portata. Ursula von der Leyen deve presentarsi in aula e affrontare il dibattito, senza nascondersi dietro artifici giuridici. L’Europa appartiene ai cittadini e non a una tecnocrazia incontrollata. vannacci-asfalta-ursula-von-der-leyen.
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