Parigi si dice pronta a fornire nuova documentazione sulla strage del DC-9 Itavia, compresi atti riconducibili alla Difesa francese. La novità arriva alla vigilia dell’udienza del 30 settembre e potrebbe consentire alla Procura di Roma di proseguire le indagini. A 46 anni dalla strage di Ustica, una nuova apertura della Francia potrebbe cambiare il percorso dell’inchiesta italiana.
Parigi ha manifestato la disponibilità a collaborare con le autorità italiane e a mettere a disposizione documentazione relativa alla tragedia del DC-9 Itavia, precipitato nel Tirreno il 27 giugno 1980 durante il volo Bologna-Palermo. Nell’incidente morirono tutte le 81 persone che si trovavano a bordo. La novità assume particolare importanza perché tra il materiale potrebbero esserci anche documenti provenienti dal ministero della Difesa francese. Carte che potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire con maggiore precisione quanto accadde nei cieli del Mediterraneo quella sera.
La Francia pronta a collaborare
La disponibilità francese è arrivata attraverso i canali diplomatici e la documentazione è stata portata all’attenzione della Procura di Roma. Parigi avrebbe inoltre aperto alla possibilità di esaminare ulteriori richieste provenienti dall’Italia. Il punto centrale sarà adesso capire quali documenti verranno effettivamente trasmessi e, soprattutto, se conterranno informazioni finora non disponibili alla magistratura italiana. L’interesse riguarda in particolare l’attività militare presente nell’area nelle ore in cui il DC-9 scomparve dai radar.
Il 30 settembre può cambiare l’inchiesta
L’apertura francese arriva in un momento particolarmente delicato. Il 30 settembre è prevista l’udienza davanti al gip di Roma sulla richiesta di archiviazione dei procedimenti ancora aperti sulla strage. Alla luce dei nuovi sviluppi, la Procura potrebbe decidere di ritirare la richiesta di archiviazione e proseguire gli accertamenti. In questo modo sarebbe possibile acquisire ed esaminare il materiale proveniente dalla Francia prima di assumere nuove decisioni sull’inchiesta. Non significa che sia stata individuata una nuova verità giudiziaria sul caso. Significa, però, che potrebbero esserci ulteriori elementi da verificare prima di considerare definitivamente conclusa l’attività investigativa.
Radar, aerei militari e la base di Solenzara
Da decenni una parte degli interrogativi sulla strage riguarda ciò che stava accadendo militarmente nel Mediterraneo la sera del 27 giugno 1980. La magistratura italiana ha cercato informazioni sui movimenti di velivoli militari, sulle registrazioni radar e sull’attività delle strutture francesi presenti nell’area.
Tra i punti di interesse c’è anche la base di Solenzara, in Corsica, oltre alla posizione e alle attività delle forze aeronavali francesi. L’obiettivo è ricostruire nel modo più completo possibile lo scenario presente attorno alla rotta del DC-9. Le eventuali nuove carte non dimostrano, da sole, che la tragedia sia stata provocata da un’azione militare. Potrebbero però permettere di confrontare informazioni francesi con il materiale raccolto dall’Italia nel corso di oltre quattro decenni di indagini.
La soddisfazione dei familiari delle vittime
La nuova disponibilità di Parigi è stata accolta positivamente da Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica. Nei mesi scorsi era stato chiesto al Governo italiano di intervenire direttamente con le autorità francesi per ottenere maggiore collaborazione. L’attenzione dei familiari si concentra ora sulle carte che potranno arrivare in Italia. Dopo 46 anni, ogni nuovo documento può essere importante, ma sarà necessario valutarne il contenuto prima di stabilire se possa realmente aggiungere qualcosa alla ricostruzione della tragedia.
Ustica, una storia ancora aperta
Sul caso Ustica si sono accumulate negli anni indagini, processi, perizie e differenti ricostruzioni. Sul piano penale non è mai stata individuata una responsabilità personale definitiva per la morte delle 81 vittime. Per questo la possibile acquisizione di nuova documentazione francese rappresenta un passaggio significativo, ma deve essere affrontata con prudenza. Il prossimo momento decisivo sarà l’udienza del 30 settembre. Se la richiesta di archiviazione verrà ritirata, l’inchiesta potrà proseguire e le nuove carte potranno essere analizzate dalla magistratura. A quasi mezzo secolo dalla tragedia, la domanda rimane ancora la stessa: cosa accadde realmente al DC-9 Itavia la sera del 27 giugno 1980?



